Jean Anthelme Brillat-Savarin, politico e gastronomo francese del secolo scorso, affermava: “La tavola è il solo posto dove ciò che è bello è anche buono”.
Tra i cinque sensi, il gusto non ha un legame diretto con l’architettura
Nessuno ha mai provato a mangiare un pezzo di muro o un divano. Tuttavia, seguendo le parole di Brillat-Savarin, possiamo dire che l’estetica degli spazi in cui consumiamo il cibo influisce sul gusto. Brillat-Savarin si riferiva all’aspetto del cibo, ma possiamo estendere il concetto al contesto? La stessa pizza, mangiata in due ambienti diversi, può avere un sapore differente. Un posto accogliente, con colori armoniosi, sedie comode e un rumore di fondo piacevole, rende l’esperienza diversa rispetto a un ambiente scomodo o poco accogliente.
Mangiare in un locale è sempre più un’esperienza che va oltre il semplice pasto. Include molti elementi, e la scenografia diventa importante. I progetti di successo non seguono solo le tendenze. Sono quelli che danno al locale un carattere autentico e creano una storia coerente tra gusto ed estetica.
Un grande maestro italiano, capace di creare queste storie, è Davide Groppi. Tra i suoi clienti ci sono Cracco e Bottura. Il suo approccio ai progetti ristorativi è maniacale ma leggero. Ha sempre dato particolare importanza alla luce. Ha creato Tetatet, una lampada da tavolo vincitrice del Compasso d’Oro, il premio italiano più prestigioso per il design. La lampada ha una base magnetica nascosta sotto la tovaglia, su cui si appoggia lo stelo, creando una magia semplice. Trasforma il tavolo in un piccolo teatro, un luogo d’incontro perfetto dove le emozioni prendono vita.