GUSTO

Il gusto è il senso mancante in architettura, oppure no?

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Il gusto completa la percezione multisensoriale dell’ambiente. E' influenzato da luci, spazi, forme, materiali, odori e profumi, suoni e rumori. Il rapporto delle persone con il cibo è così essenziale che può essere esaltato o contraddetto dal contesto architettonico. È dimostrato che la diffusione di aria malsana e l’utilizzo di particolari materiali da costruzione provocano allergie e alterazioni nel gusto.
La ricerca architettonica multisensoriale di Kino conduce alla progettazione di luoghi del gusto sapientemente coerenti alla loro collocazione. Anticipazione e accompagnamento dei pasti familiari. O degustazioni dei ristoranti gourmet.

Il bello condiziona il buono?

Jean Anthelme Brillat-Savarin, politico e gastronomo francese del secolo scorso, affermava “La tavola è il solo posto dove ciò che è bello è anche buono”.

Tra i 5 sensi, il gusto è quello che non ha un riscontro diretto con l’architettura. Nessuno ha mai provato a magiare un pezzo di muro o un divano. Eppure, andando dietro alle parole di Brillat-Savarin, possiamo affermare che l’estetica degli spazi dove consumiamo il nostro cibo hanno la loro influenza sul gusto.

La tavola è il solo posto dove ciò che è bello è anche buono
Progettare con gusto

Progettare con gusto

Cavolo cinese, fondi di caffè, scorze di limone, bucce di banana che c’entrano con l’architettura? A quanto pare, molto. Kota Machida and Yuya Sakai, ricercatori dell’Università di Tokyo hanno fondato Fabula Inc., una start up che sfrutta gli scarti del cibo o i prodotti della terra che per via dei loro difetti non possono finire sui banchi del supermercato per produrre materiali da costruzione resistenti quattro volte più del cemento! Una piastra di 5 mm realizzata con gli scarti del cavolo cinese può supportare un peso di 30 kg.
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