TATTO
Ogni materiale si rivela
al semplice contatto
Una positiva esperienza tattile dei luoghi risulta fondamentale per una percezione di benessere complessivo. I contatti tra l’uomo e il contesto architettonico sono continui. Coinvolgono una serie di elementi che si impongono all’attenzione in fase progettuale. Materiali, forme, dimensioni, finiture, temperature, consistenze, pesi. Tutto influisce sul benessere tattile nell’ambiente. Integrare considerazioni tattili sin dal principio nel processo progettuale porta a spazi più accoglienti, funzionali, inclusivi, emozionali e accessibili. Gli elementi tattili fungono anche da guida alla lettura ed alla piena fruizione dei luoghi.
L’occhio indaga, controlla e investiga, il tatto avvicina e accarezza
La pelle legge la trama, il peso, la densità e la temperatura della materia, fungendo da linea di separazione tra il nostro io interiore e il mondo esterno. Il tatto è il padre di tutti i sensi, il primo mezzo con cui tocchiamo e comprendiamo il mondo. Questo incontro corporeo tra noi e l’architettura, tra noi e lo spazio che ci circonda, si traduce in una conoscenza profonda e intuitiva. Il tocco integra l’esperienza del mondo esterno con quella interiore, arricchendo la nostra percezione e la nostra interazione con l’ambiente. In architettura, il tatto rivela le storie nascoste nei materiali, rendendo tangibile l’essenza degli spazi che viviamo.
Poltrona Maui,
Terry Dwan 2007
Il legno, diversamente da tutto ciò che non è materia viva, basa la sua identità sulle imperfezioni, che diventano punti di forza e amplificano le sensazioni tattili.
Il calore che emana il legno al tocco dona percezioni impossibili da avere con qualsiasi altro tipo di materiale.
Maui è la poltrona prodotta da Riva 1920 e firmata Terry Dwan, designer e architetto di origine americana.
In legno massello di cedro lavorata da un blocco unico. Si tratta di un monolite scultoreo dal design curvilineo e sinuoso caratterizzato da una seduta ergonomica in linea di continuità con lo schienale.