Lettera degli studenti della University of Bath a Taranto indirizzata a Kino Workshop”

Studenti della University of Bath a Taranto: un masterplan per la città

A luglio ci ha scritto un gruppo di studenti della University of Bath, nel Regno Unito. Frequentano il Master of Architecture e, nell’ambito del Design Studio 6.1: Regenerative Cities, hanno scelto la nostra città come oggetto di studio. Così è nata la visita degli studenti della University of Bath a Taranto, che a inizio ottobre ha portato il gruppo anche nel nostro studio.

Studenti della University of Bath a Taranto: lo studio urbano

Il loro lavoro punta a una proposta di progetto urbano e di masterplan per un’area selezionata della città. Prima di tutto, però, il gruppo vuole costruire una conoscenza rigorosa e documentata di Taranto. Per questo motivo, durante la fase di ricerca, ha contattato diverse realtà del territorio. Agli interlocutori chiedeva materiali, consigli e un punto di vista sui luoghi da osservare con più attenzione.

Nella lettera gli studenti raccontano cosa li ha attratti: il tessuto storico della Città Vecchia, il valore ecologico del Mar Piccolo, le sfide della transizione industriale e l’ambizione delle iniziative di rigenerazione in corso. Sono, in altre parole, i temi che chi progetta a Taranto incontra ogni giorno.

Una visita nell’ex capannone nautico

La nostra sede li aveva incuriositi in modo particolare. Lo studio, infatti, occupa un ex capannone nautico dell’area portuale, e il riuso di un tessuto produttivo dismesso è uno dei temi al centro della loro ricerca. Abbiamo quindi accolto il gruppo negli spazi in cui lavoriamo ogni giorno. Insieme abbiamo parlato di Città Vecchia, di Mar Piccolo, di transizione industriale e di cosa significhi progettare in una città complessa come la nostra.

Alla fine dell’incontro ci hanno lasciato un biglietto di ringraziamento. Eppure siamo noi a dover ringraziare loro: vedere Taranto con lo sguardo di chi la scopre per la prima volta ci ricorda quanto potenziale abbia ancora da esprimere.

Il progetto è accademico e senza fini di lucro, e il gruppo si è offerto di condividere con noi analisi e proposte finali. Restiamo in contatto, curiosi di vedere dove porterà il loro lavoro.