Museo Pecci di Prato
Settembre 2014

Il Museo Pecci di Prato giunge al suo primo traguardo.

Alla vigilia della data di consegna del primo lotto dell’ampliamento del Museo Pecci in Prato, K.W. è felice di condividere con Tutti Voi il risultato di questo sforzo pluriennale per il quale la nostra società di ingegneria è stata ingaggiata e coinvolta, per le competenze illuminotecniche, dal Comune di Prato.
La scommessa intrapresa, grazie anche alle provocazioni progettuali del visionario architetto olandese Maurice Nio, era quella di miscelare la luce naturale e quella artificiale con l’ausilio di sistemi che non fossero le normali finestre, per evitare la distrazione dell’avventore nella contemplazione delle opere d’arte, con esclusione dei soli quattro punti di vista dedicati alla visione delle opere esterne.
L’utilizzo dei Solatube, sorta di sistema di captazione della luce naturale, integrati con sistemi di luce artificiale con algoritmi domotici, hanno consentito al museo di essere sempre peerfettamente ed omogeneamente illuminato nel piano espositivo di 1700 mq con un dimming costante di luce naturale ed artificiale.
La soluzione illuminotecnica espositiva ha previsto dunque un sistema di puntamento su binari posti lungo le dorsali delle campate in acciaio con ottiche altamente performanti a controllo DALI, mentre per le parti perimetrali dedicate al passaggio degli avventori, sono state studiate speciali travi tecnologiche in lamiera forata che sostengono lampade fluorescenti wallwasher che rendono le superfici verticali perfettamente illuminate senza alcun effetto di abbagliamento per il visitatore.
Al piano terra dedicato al foyer di ingresso, alla gipsoteca, al bar ristoro ed al bookshop la luce artificiale è stata concepita con una vena decisamente più arredativa ed emozionale. Se entrando si percepisce dall’alto una cascata di luce bianco caldo/ freddo proveniente da una imponente superficie circolare chiamata “moon”, totalmente illuminata da reglette DALI fluorescenti, che irrora la scala ed il banco reception, lungo i percorsi perimetrali, sin dentro il bookshop ed il ristorante, una ripetuta serie di Bubble RGB (lampadari circolari policromi) fanno da contorno emozionale e luminoso e disegnano rimticamente lo spazio.
All’esterno del museo invece si sta procedendo nel secondo lotto di lavori che partirà dal prossimo autunno e che si concluderà con il 3 e 4 lotto dedicati al ripristino del vecchio museo ed alle aree di parcheggio dedicate al parcamento dei mezzi dei visitatori per i quali anche questa volta la Kino Workshop è stata incaricata per dare il proprio contributo illuminotecnico.
Avremo il piacere di condividere con Tutti Voi i prossimi step di questa importante opera di architettura internazionale.
Chimera | Creative web agency