Dicembre 2013

Mycore intervista l'Arch. Bernardo D'Ippolito

29-11-2013

Le tende a rullo Mycore incontrano Bernardo D’Ippolito

La trasparenza tra etica e architettura: incontro con Bernardo D’Ippolito.

Bernardo D’Ippolito è un architetto sui generis. Per molti anni, come fa la maggior parte degli architetti in Italia, ha lavorato ai progetti delle sue opere per poi passare la mano all’impresa, al cliente, al geometra o all’interior design che seguivano le diverse fasi del lavoro realizzativo.

Questa dimensione non lo soddisfaceva: aveva bisogno di veder realizzati i suoi lavori, di seguirli passo a passo, di mantenere alle loro spalle una visione globale e armonica. Ma soprattutto voleva mettere in campo concetti di responsabilità professionale e umana, di trasparenza, di impegno e di coinvolgimento. Gli stessi principi che emergono dalla telefonata fatta con lui. Lo abbiamo raggiunto negli uffici di Kino Workshop, la società di ingegneria e servizi da lui diretta. Ci ha parlato da una grande finestra sospesa sul mare di Taranto. Una finestra per la quale ha utilizzato le tende a rullo Mycore.

Kino Workshop, il suo studio, propone un tipo di visione nuova dell’architetto. Che forme prende e come è arrivato a sviluppare questo modello?

Per 14 anni ho esercitato la professione di architetto così come viene inteso oggi in Italia. Dialogavo con i clienti, ne capivo le esigenze, le trasferivo in progetti che seguivo fino alla fase di esecutivo.

Oggi il ruolo del mio studio è molto più ampio. E’ basato su un’impronta anglosassone o, se vogliamo, su un’ottica di responsabilità che ci riporta alle antiche botteghe, incubatrici di proposte, ma anche di soluzioni. Chi si rivolge a noi sa di incontrare uno staff di professionisti che seguirà il lavoro dalla fase iniziale del progetto fino alla sua completa esecuzione e alla consegna delle chiavi di un edificio, una casa o un ufficio completamente finiti, con tanto di forno, appendiabiti e, ovviamente, di tende.

Quindi ingegneri, light designer, architetti di interni che lavorano insieme: come coniugare le diverse personalità e funzioni?

Queste professionalità diverse operano come si opera all’interno di un’orchestra che deve, dopo la lettura di uno spartito, restituire una melodia armonica, sincronizzata su tempi, sensibilità e interpretazioni. Nell’orchestra viene fatto grazie al direttore. Nell’orchestra Kino Workshop c’è una figura di coordinamento, la mia, che dà equilibrio al progetto.

Lei è molto sensibile al tema dell’architettura sensoriale, definizione in apparenza molto teorica, quasi esotica e forse distante dal sentire comune. Concretamente in cosa si traduce?

Gli edifici sono progettati e costruiti per farci vivere o lavorare delle persone. Sono pertanto proprio le persone che devono stare al centro del mio progetto, devo occuparmi del loro benessere psicofisico, del loro ben-stare e devo progettare degli ambienti che possano favorirlo. Spiegata semplicemente l’architettura sensoriale è questo. Il come metterla in pratica presuppone attenzione ad ogni dettaglio e sensibilità. Se in una casa prevedo il caminetto, devo permettere a chi l’abiterà di godere appieno il particolare profumo che si sprigiona dal legno, il delicato rumore della fiamma e la luce particolare che fa nascere. Pertanto l’intero ambiente dovrà tenerne conto evitando elementi che possano privarmi di questo piacere o studiandoli in modo che possano integrarsi con questo.

Questo immagino coinvolga anche la luce, tema a lei molto caro, e di conseguenza le tende?

Certamente. La scelta di una tenda a rullo o di un altro tipo di tenda impone valutazioni di ordine molto diverso che vanno a toccare elementi più tecnici come l’irraggiamento o l’impatto energetico, ma anche elementi come la sensorialità. La timbrica del sole ha una sua forte incidenza nel definire uno spazio e il modo di vivere uno spazio. Per questo l’utilizzo della tenda dà un apporto molto forte all’arredamento degli interni.

Ci parli del rapporto con le tende a rullo Mycore. Quando ha conosciuto l’azienda, come si è sviluppato il progetto?

Ho conosciuto le tende a rullo Mycore ad una fiera, molti anni fa. E con l’azienda sono riuscito ad instaurare un rapporto non di semplice fornitura, ma di partnership, di dialogo, di scambio continuo, anche sul fronte umano. Ho voluto che l’azienda visitasse il mio spazio per capire la mia visione del lavoro e dell’architettura e per poter condividere insieme un percorso.

Contract, residenziale, direzionale: in quale tipo di progetti inserisce la tenda a rullo Mycore?

So che la tenda a rullo viene tradizionalmente legata soprattutto a soluzioni di tipo direzionale, ma a mio avviso la tenda a rullo Mycore è riuscita per la prima volta a scardinare questo tipo di stereotipo. E’ una tenda di design con una tale attenzione ad ogni particolare realizzativo da rappresentare un prodotto indicato ad essere ospitato proprio all’interno di case e appartamenti. Per farlo ci vuole però sensibilità ai dettagli e attenzione: devo essere in grado di cogliere tutti i particolari che possono fare la differenza tra una tenda a rullo come questa e una qualsiasi altra tenda a rullo.

Ma come si pone nel caso di ambienti classici? Anche qui vede integrabile la tenda a rullo?

Assolutamente si, anzi, a maggior ragione. Le tende a rullo inserite in una soluzione di interior design tradizionale assumono lo stesso valore della cucina minimale ultra moderna in un appartamento neoclassico: è un accostamento vibrante, che nasce per dare risposte pragmatiche ad un’esigenza reale, ma che evolve verso una nuova dimensione estetica fortemente connotata.

Leggi l'intervista dal sito Mycore

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